Il  Lago di Bior :   emergenza ambientale .         ( Perito sotto la mannaia nel mese di dicembre 1999)

“ Chi è causa del proprio mal pianga se stesso”, recita l’adagio popolare  . Nel caso del Lago di Bior, purtroppo , è difficile trovare  una espressione  più calzante.

E’ sotto gli occhi di tutti il deplorevole e deprimente stato in cui  versano le acque  della  propaggine orientale del nostro lago. Le colorazioni  che esso viene assumendo     in piena stagione   non richiamano alla mente certo  immagini felici .

Questi fenomeni  cromatici   sono  dovuti , ormai è risaputo , ad una accentuata eutrofizzazione delle acque , fenomeno consistente  in una crescita abnorme di  alghe che  sviluppandosi negli strati superficiali  pigmentano ed  intorpidiscono le acque.                                   La situazione si è aggravata , diventando molto più appariscente, in conseguenza dei  molteplici lavori di ripristino ambientale che hanno interessato  tutta l’area.

Non sempre alle migliori intenzioni seguono i risultati  sperati.  L’idea di  fare del Bior un’isola di benessere  naturalistico – turistico  , trasformandolo in un   laghetto autonomo e permanente   , era tutt’altro che    peregrina.  Tutto è stato studiato   nei particolari :  sbarramento, passeggiata, ponti e ponticelli, isole  di interesse botanico.  Il fondo non riusciva a  stagnare ?  Pronti  con un intervento di impermeabilizzazione  che ha dato subito i suoi frutti.   Il risultato estetico non era soddisfacente  per via della  strana colorazione ?  Niente allarmismi : ecco pronta una stazione di pompaggio   che  consente un ricambio delle acque.  Questo non è ancora sufficiente ?  Tranquilli , abbassiamo la quota dello sbarramento . Il risultato finale ?  E’  oltremodo visibile anche  in questi giorni osservando il colore delle rive lasciate scoperte dal ritiro delle acque.

Ma quale è allora il problema , la causa di tutto  questo?   Un male oscuro ,  un fenomeno endemico   ancora da scoprire ?

Siamo convinti che ognuno di noi  , nella  propria testa, abbia già la risposta pronta.

L’associazione  “ Per il lago di Molveno “  si è posta l’obiettivo di tutelare   il lago in ogni suo aspetto: al di là di una generica denuncia per noi  era ed è importante  cercare di acquisire elementi  certi   che ci consentissero  di fotografare la situazione del Bior  .  Per fare questo  abbiamo pensato  di mettere a confronto le caratteristiche  delle acque che  entrano nel Bior attraverso il Rio Lambin, con quelle degli altri principali affluenti, naturali e non, del lago.

Allo scopo ci siamo avvalsi di dati fornitici  dall’Istituto Agrario di San Michele  . Sulla base di circa venti   campionamenti    delle acque ( 11 solo del Lambin)  in tempi e mesi diversi ,dalle relative  analisi chimiche si possono trarre  le seguenti conclusioni : le acque degli affluenti  Rio Massodi, Rio Ceda,  Canal delle Acque ( Poia), sono   assimilabili per caratteristiche chimiche a quelle di ruscelli  montani in ambienti carbonatici ( Dolomia),    acque cioè non contaminate,  limpide e pulite .  Anche le acque provenienti dal Fiume Sarca  , pur avendo  caratteristiche del tutto diverse ( meno ricche in  sali  per la diversa  conformazione delle rocce  del bacino  di provenienza), sono  anch’esse pulite e povere  di sostanze nutrienti , povere di quelli elementi  insomma che favoriscono i fenomeni di eutrofizzazione.  Come  era prevedibile i risultati dell’analisi delle acque del Rio Lambin sono  totalmente diversi : il contenuto di azoto e di  fosforo  disponibile  è risultato dalle dieci alle cinquanta  volte superiore a quello degli altri corsi d’acqua.   Anche il contenuto di cloruro di sodio ha valori molto più elevati degli altri . Questi dati autorizzano  , senza dubbio alcuno, ad individuare nei reflui del depuratore posto a monte ( Andalo) , la causa di questi fenomeni.  Con  questo si vuole semplicemente affermare che   gli effetti della  depurazione  ,  prodotti  dall’impianto esistente,  non sono  compatibili   con  la qualità delle acque  necessaria  a consentire la non insorgenza di fenomeni di eutrofizzazione presenti nel Bior.

Per essere più precisi vogliamo avanzare l’ipotesi che  la sussistenza ( e quindi anche la sua  progettazione) del Bior come bacino autonomo , esente dai tristi fenomeni richiamati,  è assolutamente  incompatibile con la concentrazione   di sostanze nutrienti  per le alghe ( fosforo e azoto) nelle acque che  escono dal depuratore e scorrono, senza riuscire più di tanto a depurarsi ulteriormente , attraverso il Rio Lambin ( i prelievi  delle acque sono stati effettuati nei pressi della foce del torrente ) per entrare infine  nel povero Bior.

Le  analisi chimiche  , per quanto ripetute nel tempo “ fotografano”  situazioni istantanee,  esse tuttavia hanno trovato riscontro  in alcune indagini biologiche  effettuate sugli  stessi ruscelli , indagini queste più idonee  a descrivere lo stato di  qualità  medio di un ruscello.  Le risultanze  degli esami effettuati  innescano due problematiche  : la prima riguarda una soluzione  immediata, urgente,  al problema  Bior dal punto di vista  estetico e ambientale  , l’altra presuppone una verifica puntuale   dello “stato di salute generale del lago” .

Per la prima  dobbiamo interrogarci se vale la pena di tenere il Bior in queste condizioni  oppure se non è il caso di  togliere lo sbarramento finché non si sarà messo rimedio ( e una soluzione va pur trovata!)  alla efficacia della depurazione ( le soluzioni di ricambio meccanico delle acque non hanno prodotto risultati apprezzabili).

Altra soluzione possibile  potrebbe essere  la captazione del deflusso del depuratore di Andalo e  attraverso  opportuna  canalizzazione, oltrepassare  il bacino del Bior ,  convogliandola  nello stesso  Lago di Molveno o in altro bacino  .

Il secondo problema  implica  il monitoraggio  delle acque del  lago , in diversi punti e   stagioni,  per verificare  eventuali  variazioni  della qualità  delle acque   in relazione  alla quantità e qualità delle immissioni   provenienti dai sistemi di depurazione esistenti.  Purtroppo è risaputo che la  presenza di formazioni algali di superficie interessano anche  il lago nel suo complesso e  non solo il Bior., fortunatamente solo in alcuni periodi  e  in  qualche parte. E qui non possiamo permetterci di  aspettare l’estensione del fenomeno prima di intervenire..

L’associazione Per il Lago di Molveno invita tutti i cittadini a mantenere alta l’attenzione verso questi problemi   e a  dare il proprio sostegno  affinché, , dopo 10 anni, il problema venga affrontato   da chi di dovere  nella sua completezza  e sia trovata una soluzione.                                           

                                               Associazione  Per il Lago di Molveno

                                               Il presidente : Maurizio Giordani

 

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